Tesoro, esco agli ottavi di finale per comprare le sigarette
L'insostenibile leggerezza degli esteri, che
non trattano solo le vicende del proprietario del Milan.
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Gliela faccia bella salata, mi raccomando
Negli Stati Uniti, che sono meravigliosi come solo un Paese che offre tali spunti di cronaca potrebbe esserlo, una signora
è stata condannata a pagare 1,92 milioni di dollari di multa per aver scaricato illegalmente 24 canzoni.
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Fantozzi, è lei?
Blogger: nessun diritto all'anonimato
Lo ha stabilito un giudice inglese: chi fa informazione non può pretendere di mantenere segreta la propria identità
Chi prende 800 mila euro all'anno come editorialista in qualche grossa testata giornalistica nostrana per scrivere le proprie opinioni, invece, dovrebbe avere la dignità di mantenerla segreta, la propria identità.
Segue, sotto l'articolo del Corriere, una serie di commenti, tutti anonimi.
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Avere ventanni, e a volte neanche quelli
Gironzolando per Facebook, ho trovato un gruppo di protesta di giovani lavoratori precari di un noto canale televisivo musicale. Da lì, ho letto, su un blog, un post intervista a uno di questi ragazzi che racconta la propria esperienza.
Non voglio approfondire la questione nello specifico, non ne ho le conoscenze e non mi sembra corretto, però il post mi ha tenuto incollato al monitor dalla prima all'ultima riga. E' una storia già vista che pare simile a quelle di molti miei amici impegnati nello stesso settore.
Ripeto, anche a immaginarvelo, toglietevi dalla testa il nome del broadcaster in questione, non è questo il punto. E' una storia simile a tanti altri precari nel settore dei media.
Perché allora dovrebbe prendere così tanto? In fondo in giro si parla spesso di precariato, no?
Uhm, non è proprio così e non è solo questo. I giornali, le radio, le televisioni, le agenzie di stampa informano, approfondiscono, divulgano, spiegano e a volte bacchettano, richiamando al dovere imprenditori e politici sulle tematiche del lavoro, dell'industria, della finanza, ecc.
Ecco, se una qualsiasi azienda che non rispetta le leggi sul lavoro razzola male, un giornale che fa le stesse cose ricordando alle altre aziende, dalle sue colonne, che quelle cose non si possono fare, razzola ancora peggio, oltre a non essere credibile e, diciamolo, anche un pelo ipocrita.
Un gruppo editoriale che dismette alcune attività a causa di scelte sbagliate non può venire a spiegare i segreti dell'imprenditoria.
Un media di divulgazione economico finanziaria che in tutta la sua esistenza non ha fatto un euro di utile è come un tizio che pretende di spiegare i segreti dell'igiene orale pur avendo tutti i denti cariati.
Questo è il triste nocciolo della questione che spesso, chi sta dall'altra parte del foglio, dello schermo, del sintonizzatore o del monitor ignora, continuando a dare audience a voci seguite più per il blasone delle proprie testate che per la loro effettiva credibilità (delle voci e soprattutto delle testate).
Per chi dovesse passare di qui, trascinato dai tag: se la vostra vicenda precaria dovesse volgere al termine, e sapete di essere dalla parte della ragione, prendetevi un avvocato. Non è vero che loro tanto ci guadagnano, perché un potenziale esborso finale non l'hanno mai messo in conto. E se iniziassero a dovere elargire tanti esborsi finali, eviterebbero di applicare le leggi sul lavoro leggendo i fondi di caffé.
Un tonto solo al comando
Post sui fatti miei.
Da qualche settimana ho ripreso ad andare in bicicletta e, sempre da qualche settimana, ho avuto il dispiacere di ricominciare a dividere le piste ciclabili con loro.
Hanno la bici da corsa ultraleggera, il caschetto aerodinamico, le tutine colorate attillate, il Gatorade sul telaio, le scarpine piccine piccine, e corrono. Corrono in mezzo ai terrestri come me, che li vedono passare infastiditi, non tanto per il fatto di essere sorpassati, ma giusto perché, quando meno te l'aspetti, quando rallenti per goderti un bel panorama o per scattare qualche fotografia, dietro arrivano loro e, non avendo il campanello - o non sapendo cosa sia - ragliano versi insensati dovuti alla stanchezza.
Basta allargare la traiettoria per liberare l'occhio da un bruscolino, e subito da dietro senti arrivare 'sti lamenti da zombie - sono morti di fatica, appunto - che anticipano il sorpasso con occhiataccia, o plurisorpasso, perché a volte hanno il coraggio di girare in branchi, sempre lungo tragitti utilizzati da tutti.
Io ve lo dico: le piste ciclabili non sono circuiti da corsa, non sono i percorsi del giro d'Italia, non c'è l'ammiraglia, non c'è il pubblico, non ci sono le televisioni e soprattutto non state gareggiando con nessuno. Sulle piste ciclabili transitano persone che vogliono godersi il territorio, famiglie, donne, bambini, anziani e via dicendo. Ora, dover rischirare di schiantarsi perché un idiota vestito da cantante pop anni '80, in sella alla sua Sventrax 8000 ultraleggera ti è venuto addosso a 50 km/h, mi sembra un tantino eccessivo, quindi, oltre alla bicicletta, cercate di dimostrare di non avere anche il cervello ultraleggero: prendete e andate sulle strade normali, sparite per 70 km, e poi ve ne andate a casa.
E smettetela di tediare il vostro compagno di sventura parlando di lavoro, ché non c'è cosa peggiore di sentire una manica di fregnacce sul decision making la domenica mattina, in mezzo alle campagne del sud ovest milanese.
I tre dell'operazione Draghi
Intervistato dal Giornale, Cossiga vede a sostegno di Draghi un piano trasversale tra il partito di Repubblica, il magnate Murdoch e Pier Ferdinando Casini.
Mi viene un solo dubbio, in tutto 'sto discettare di televisioni satellitari, guerre mediatiche, guerre politiche, digitali terrestri, giornali e telegiornali: secondo l'ex Presidente della Repubblica, il progetto non riguarderebbe Fini, perché lui
si sta creando la sua piattaforma.
Non dovrò mica comprarmi un altro decoder?
ansa.it
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ilmorris alle ore 21:29 |
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"Prendi il numero di targa di quella macchina"
In questi giorni in cui si parla tanto di ronde, non so perché - o meglio, lo so, ma vado in pace - mi è venuto in mente
questo, e non sono più riuscito a trattenermi dal ridere.
youtube.com
Ottavo grado della scala zumpa u citràun (*)
Non so a quali
scosse si riferisse D'Alema, ma se dovesse andare come è andata fino ad ora, sarà sicuramente polemica sui soccorsi.
(*) Per il resto del proverbio, pregasi contattare il primo parente pugliese a portata di mano.
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Pane e comparatico
Via
Scrittoingrassetto, ecco
una divertente e originale pubblicità comparativa nella quale un'Audi A8 rossa si permette di passare per le strade di Maranello - o di una location che rappresenta Maranello - provocando furibonde italiche reazioni nazionaliste, nella patria della Ferrari.
Però, sorridendo come si fa in queste occasioni, ai signori dell'Audi mi viene da dire che
1 - Non so che idea si siano fatti dei ferraristi e degli italiani in generale, perché non credo proprio che il passaggio di una macchina sportiva rossa possa scatenare così tanto i locali. Al limite direbbero qualcosa tipo "ah, finalmente ce l'avete fatta, bravi".
2 - Non conviene stuzzicare il costruttore concorrente, perché potrebbe dimostrare che è molto più facile vedere 100 nuove Fiat Panda nel più piccolo paesello tedesco che un'Audi R8 a Maranello.
Più divertenti dello spot sono i suoi commenti, a dimostrazione che, quando si parla di automobili, non sono solo gli appassionati italiani quelli che magari vanno ancora in giro con la 131 gialla e discutono di fibra di carbonio, prezzi e servosterzo. Anche i loro colleghi appassionati oltreconfine, che magari vanno ancora in giro con la Golf dell'ispettore Derrick, riescono ad accapigliarsi su cilindrate, aiuti finanziari e fatturati. Ovviamente, la miscela esplosiva si innesca quando appassionati italiani e stranieri di automobili si incontrano sul campo neutro del web.
Tra l'altro, non ho mai capito cosa cz freghi alla gente di chi fatturi di più. La mia preoccupazione sarebbe quella di aver comprato un buon prodotto, e non di aver arricchito qualcuno.
scrittoingrassetto.blogspot.com, youtube.com
L'aureola in diritto
Ieri Gheddafi ha detto che, se il popolo italiano glielo chiedesse,
gli darebbe il potere annullando i partiti e le elezioni. Non ho ben capito per quale motivo il popolo italiano dovrebbe chiederlo a lui e non, che so, a qualche personaggio in calzamaglia di Striscia la Notizia, però in fondo un po' rivedo me stesso quando, non ancora laureato, già pensavo di poter cambiare il mondo.
lastampa.it
L'angolo dei referrers/ mi scusi
c'è un trucco per far iscrivere tante persone in un gruppo facebook?
Otto minuti di applausi solo per aver effettuato una ricerca chiedendo qualcosa. A uno così, vuoi non dare una laurea honoris causa in comunicazione?
Hai finito, con questa storia della laurea honoris causa?
Google, non stavo parlando con te.
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ilmorris alle ore 21:20 |
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Laurea non c'è
Che poi uno vede arrivare Gheddafi in Italia e dice vabbé, dai, era ora di chiuderla, 'sta storia tra noi e loro. Siamo in buoni rapporti, contenti noi, contenti loro, contenti tutti.
Mi chiedo se qualcuno in questi giorni vi abbia detto, però, che l'
Università di Sassari vorrebbe conferire a Gheddafi una laurea honoris causa in diritto.
Ma mi va bene. Che gliela diano. Poi non ditemi che i vostri figli invece di studiare preferiscono andare ai provini del Grande Fratello.
libero-news.it
Ed arrivarono le elezioni. Naturalmente, anticipate
Due celebri momenti elettoral cinematografici.
Uno e uno
due.
Poi ditemi che non vi penso.
E già allora Pannella faceva lo sciopero della fame.
Dilettanti allo sbadiglio
Nelle ultime 24 ore ho accuratamente evitato di infilarmi nei gineprai di elucubrazioni su chi abbia realmente perso e, di conseguenza, su quanto siano stupidi gli italiani. Una simbolica pacca sulla spalla e un beneaugurante in bocca al lupo vanno, invece, ai tanti giovani e più o meno giovani di buona volontà che conosco, candiadati a destra, a sinistra, in centro, di sopra e di sotto, che valgono molto più dei nullapensanti detrattori che, sui blog, se la cantanto e se la suonano di quanto sono stupidi gli italiani. A loro (i nullapensanti) va in dedica il titolo del presente post.
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ilmorris alle ore 20:52 |
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Facelife/scampoli degli scampoli
I suggerimenti di amicizia tipo tu e Tafano eravate iscritti presso Politecnico di Milano, che vale più o meno come tu e Tafano eravate entrambi in Europa.
Facelife/scampoli
Quelli che ti invitano a diventare fan di loro stessi, a comprare i loro libri, ecc. Allora, io ve lo dico: vi voglio bene, sono un vostro amico, ma non sono un vostro cliente. E poi, chi cz siete?
Quelli che si comprano l’iPhone per aggiornare Facebook ovunque e farci sapere che sono al ristorante e stanno aspettando il primo, gnam gnam gnam, o che sono al mare e si stanno godendo una bella giornata di sole. Fidatevi: se vi siete comprati tecnologie assortite per dirci che siete al mare e vi state godendo una bella giornata di sole, non vi state godendo una bella giornata di sole.
Quelli più o meno come sopra che devono aggiornare dall'aperitivo, dalla cena fra amici, dalla serata in discoteca, ecc. Lo abbiamo capito, esistete.
Quelli che si erano fatti sentire per mandare via la mafia da Facebook, e ora che sei pieno di inviti per partecipare a giochi e giochini vari sulle cosche e su guerre fra bande, sono spariti. Magari staranno giocando anche loro.
Festa delLa Repubblica
Domani, per le edicole di tutta Italia.
Teomondo Ficarazzi, insanità della caccola, olio su tela, cm 120 x 170
Non avendo per nulla seguito la vicenda delle
foto a Villa Certosa, gioco di mestiere e irrompo in rete con una battuta da comico televisivo che spezza i momenti seri del Costanzo Show:
o' conosco anch'io, Topolanek, c'ho tutte le sue storie. A più bella è quella de quando se coalizza co' Rockerduck pè rrubbà a Numero Uno a Zio Paperone.
[stacchetto di pianoforte, risate del pubblico, protagonista del momento serio sminuito nella sua serietà, namo c'a pubblicità]
ansa.it